30/01/2012

I FANATICI DEL “QUARTO REICH”

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“E’ così che muore la libertà, sotto scroscianti applausi”.

Finalmente, quella maggiore integrazione europea, tanto decantata dall’illustre intellighenzia euroentusiasta, sta per arrivare. E’ imminente la firma del cosiddetto “fiscal compact”, il patto di bilancio che legherà ancora più indissolubilmente i destini degli Stati europei. Ma se l’Europa si fa sempre più forte, e di conseguenza anche la regia tedesca che ne detiene le redini, anche le richieste che essa propone sono sempre più intolleranti e dispotiche nei confronti degli Stati periferici d’Europa. La proposta della Germania è quella di “commissariare il governo greco a causa delle deludenti prestazioni finora raggiunte” sugli obiettivi di bilancio imposti dalla Bce, dall’Ue e dal Fondo Monetario. Per questo “Atene dovrebbe accettare una cessione di sovranità”, lasciando ad un Commissario europeo il compito di imporre veti sulla spesa pubblica e su altri interventi economici.[1] Il fallimento del governo greco è imputabile alla scarsa “incisività” delle riforme già effettuate negli ultimi anni, che hanno portato a risultati impietosi: si è arrivati al 16% della disoccupazione, 20.000 cittadini sono attualmente senzatetto, più di 400.000 nuclei familiari sono rimasti senza reddito perché nessun componente è occupato ed oltre un cittadino su quattro vive sotto la soglia della povertà (quasi 3 milioni di abitanti).[2] Queste sono le politiche “poco incisive” per cui la Grecia dovrebbe essere commissariata e magari, dopo di lei, anche il Portogallo, l’Irlanda, la Spagna e… l’Italia (?). E’ questa la fantastica democrazia europea, la quale nel suo nuovo patto fiscale imporrà agli Stati di non superare il limite obbligatorio dello 0,5% di deficit annuo ed assegnerà sanzioni semiautomatiche per chi sforerà i limiti; inoltre, “la Commissione europea” avrà pieni poteri nel “presentare una causa per presunta trasgressione (dei patti) davanti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea”.[3] L’unica certezza è che ad ogni piccola cessione di sovranità degli Stati nei confronti dell’Ue, ogni minimo residuo di democrazia rimastaci sembra prendere la strada verso Bruxelles, per non far mai più ritorno. Però politici, giornalisti e burocrati applaudono. E allora perché preoccuparsi?

A.D.G. LA VOCE DEL CORSARO

note:
 

Commenti

Ciao, si vede che gli euroscettici non mancano neanche in Italia. Dai, diciamo che il debito pubblico degli Stati europei e veramente vergognoso e dovremmo cercare di abbassarlo.

A parte che sono di uno dei due Paesi dell'UE che non hanno firmato il fiscal compact, a me quello non da fastidio. Cioe gli Stati non possono comportarsi diversamente dalle famiglie! La famiglia, in qualche modo deve arrivare alla fine del mese. Allora perche lo Stato non dovrebbe farlo?

Per il resto Ti posso dire che l'Europa non sara mai unita. Prendi l'esempio degli Stati Uniti ... ci hanno messo parecchi anni per costruire un unico paese. E quelli non avevano una storia, e quelli gia parlavano la stessa lingua.
Noi in Europa abbiamo le storie diverse e millennarie. Non ci capiamo al livello linguistico. Ed anche il carattere dei popoli cambia parecchio.

E stato un bel tentativo. Ma ora dobbiamo fare un punto della situazione, lasciare in vigore le cose positive, ma a tutti costi dobbiamo difendere la sovranita dei singoli Paesi.

avatar utente Guida Di Praga

Scritto il: 12/02/2012

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